Come scegliere un franchising senza sbagliare
di Alessandro Giai Brancard, fondatore di Nemo Franchising · aggiornato il
Aprire in franchising non elimina il rischio d'impresa: lo sposta. Invece di inventare un mercato ne compri uno già validato, e in cambio accetti regole, costi ricorrenti e vincoli. Il punto non è se il marchio è famoso, ma se la formula regge nella tua città, con i tuoi soldi e i tuoi orari. Qui trovi i sette controlli da fare prima di firmare, e i documenti che per legge il franchisor deve consegnarti.
Questa guida nasce dal lavoro di selezione che facciamo ogni settimana sulle reti che entrano tra i franchising di successo selezionati dalla redazione: sono gli stessi controlli che applichiamo noi prima di presentare una rete a un aspirante affiliato.
Come si sceglie un franchising?
Si sceglie verificando sette cose prima di firmare: che la formula sia già stata sperimentata sul mercato, che il contratto arrivi almeno trenta giorni prima della firma con gli allegati di legge, cosa dicono gli affiliati già attivi, cosa comprende la fee d'ingresso, su cosa si calcolano le royalty, quale esclusiva di zona è scritta nel contratto e a quali condizioni si esce.
1. La formula deve essere già stata provata sul mercato
È il primo filtro, ed è anche un obbligo di legge: l'articolo 1 della legge 129/2004 richiede che l'affiliante abbia sperimentato sul mercato la propria formula commerciale prima di avviare una rete. In pratica significa che devono esistere punti pilota gestiti direttamente, con dati veri, non solo un business plan.
Domanda da fare, testuale: da quanti anni esiste il primo punto vendita, e chi lo gestisce oggi. Se la risposta è che i punti diretti sono stati tutti convertiti in affiliati, chiediti perché la casa madre non voglia più operare in proprio.
2. I trenta giorni sono un tuo diritto, non una cortesia
L'articolo 4 della stessa legge impone al franchisor di consegnarti copia completa del contratto almeno trenta giorni prima della firma, con gli allegati. Non è un dettaglio formale: è la finestra in cui puoi far leggere le carte a un commercialista e a un avvocato senza avere nessuno addosso.
Gli allegati che la legge prevede sono, in sintesi:
- i dati principali dell'affiliante e i marchi utilizzati, con le relative licenze;
- l'elenco degli affiliati operanti nella rete e dei punti vendita diretti;
- la variazione anno per anno del numero di affiliati negli ultimi tre anni, con l'ubicazione;
- una descrizione degli eventuali procedimenti giudiziari o arbitrali conclusi negli ultimi tre anni.
3. L'allegato più utile è la lista degli affiliati
Quella lista vale più di qualunque presentazione. Chiama tre affiliati aperti da almeno due anni e in città simili alla tua: chiedi quanto ci hanno messo a raggiungere il pareggio, quante ore ci lavorano di persona, cosa rifarebbero diversamente.
Poi cerca chi è uscito. La variazione anno per anno del numero di affiliati serve proprio a questo: una rete che apre venti punti e ne perde quindici non è una rete in crescita, è una rete che ricicla persone. Le uscite raccontano più delle aperture.
4. Cosa comprende davvero la fee d'ingresso
La fee d'ingresso paga il diritto di usare il marchio e il know-how, e quasi mai i lavori. Prima di confrontare due reti sulla cifra d'ingresso, scomponi l'investimento totale: allestimento del locale, insegna, primo magazzino, attrezzature, cauzione dell'affitto, spese tecniche, e i mesi di cassa che ti servono prima che il punto cammini da solo.
| Voce | Chiede sempre soldi? | Cosa verificare |
|---|---|---|
| Fee d'ingresso | Sì, una tantum | Cosa include per iscritto: formazione, software, materiali di lancio |
| Allestimento | Sì | Se i fornitori sono obbligati e a che prezzi |
| Primo magazzino | Dipende dal settore | Se è invendibile o rientra in una politica di reso |
| Royalty | Ricorrente | Base di calcolo e periodicità |
| Contributo marketing | Ricorrente | Come viene rendicontato e dove viene speso |
5. Royalty e contributo marketing: guarda la base di calcolo
Le royalty si calcolano quasi sempre sul fatturato, non sull'utile: le paghi anche in un mese in cui non guadagni. Non è di per sé scorretto, è il modello, ma cambia completamente i conti nei primi due anni. Il contratto, per legge, deve indicare le modalità di calcolo e di pagamento e l'eventuale incasso minimo richiesto.
Sul contributo marketing la domanda giusta è una sola: come viene rendicontato. Un fondo comune ha senso se produce campagne di cui vedi il ritorno sul tuo punto vendita, non solo la brochure nazionale.
6. L'esclusiva di zona vale quanto la riga che la scrive
L'ambito dell'eventuale esclusiva territoriale è tra gli elementi che il contratto deve indicare espressamente. Fatti scrivere il perimetro: comune, quartiere, raggio in chilometri, numero di abitanti. E fatti dire cosa succede se la rete apre un canale online che consegna nella tua zona: è la domanda che oggi separa i contratti aggiornati da quelli fotocopiati dal 2010.
7. Durata, rinnovo e uscita
Se il contratto è a tempo determinato, la legge impone una durata minima non inferiore a tre anni, pensata per permetterti di ammortizzare l'investimento. Guarda però anche le due cose che nessuno legge: a quali condizioni si rinnova, e cosa succede se vuoi uscire prima o cedere l'attività a un terzo. Una rete sana ha una procedura di cessione chiara, perché sa che prima o poi qualcuno la userà.
I sette controlli come setaccio: da tutte le reti a quelle su cui trattare
- Le reti del settore che ti interessaIl punto di partenza è sempre più lungo di quanto pensi
- poi Tieni solo chi ha punti aperti da almeno due anniSotto quella soglia non esiste ancora un comportamento a regime da leggere
- poi Tieni solo chi ti consegna il contratto trenta giorni primaNon è una cortesia: è l'articolo 4 della legge 129/2004
- poi Tieni solo chi mette l'esclusiva di zona per iscrittoCon il raggio e cosa succede se la rete apre vicino a te
- poi Tieni solo chi regge il confronto con i suoi affiliatiDue, scelti da te dall'elenco allegato e non proposti dalla rete
- uguale Le reti su cui vale la pena trattareDi solito sono due o tre, e a questo punto il settore conta meno del contratto
I documenti che il franchisor deve consegnarti, in sintesi
- Quando
- Almeno 30 giorni prima della firma del contratto di affiliazione (legge 129/2004, art. 4).
- Cosa
- Copia completa del contratto da sottoscrivere, con i suoi allegati.
- Dati dell'affiliante
- Dati principali della società e marchi utilizzati, con le relative licenze.
- Rete
- Elenco degli affiliati operanti e dei punti vendita diretti.
- Storico
- Variazione anno per anno del numero di affiliati negli ultimi tre anni, con ubicazione.
- Contenziosi
- Descrizione sintetica degli eventuali procedimenti giudiziari o arbitrali conclusi negli ultimi tre anni.
- Durata minima
- Se il contratto è a tempo determinato, non inferiore a tre anni (art. 3).
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Il passo successivo
Il metodo serve a scartare, non a scegliere. Il passo successivo è mettere a confronto reti concrete, con investimento, superficie e requisiti dichiarati, e chiedere la brochure a due o tre che superano i sette controlli qui sopra.
Investimento, superficie e requisiti rete per rete
Domande frequenti
Quanto tempo serve per valutare una rete prima di firmare?
- Almeno i trenta giorni che la legge impone fra la consegna del contratto e la firma. Servono per leggere gli allegati, sentire due affiliati già attivi e far vedere il contratto a un professionista: sono un tuo diritto, non una cortesia della rete.
Quanto serve per aprire un franchising in Italia?
- Dipende dal formato: un servizio senza magazzino costa molto meno di un punto vendita con allestimento e scorte. Il numero che conta non è la fee d'ingresso ma l'investimento totale, più i mesi di cassa necessari prima del pareggio.
Come capire se un franchising è sicuro?
- Nessuna rete elimina il rischio d'impresa. Puoi però ridurre l'incertezza: verifica che la formula sia già stata sperimentata sul mercato, che contratto e allegati arrivino almeno trenta giorni prima della firma e che gli affiliati storici siano rintracciabili.
Il franchisor deve darmi il contratto prima della firma?
- Sì. La legge 129/2004 prevede che l'affiliante consegni copia completa del contratto almeno trenta giorni prima della sottoscrizione, con gli allegati previsti: dati dell'affiliante, marchi, elenco degli affiliati, variazione del loro numero negli ultimi tre anni ed eventuali procedimenti giudiziari conclusi nello stesso periodo.
Le royalty si pagano anche se non guadagno?
- Nella maggior parte dei contratti sì, perché sono calcolate in percentuale sul fatturato e non sull'utile. Per questo il contratto deve indicare la base di calcolo, la periodicità e l'eventuale incasso minimo: sono le voci che pesano di più nei primi due anni di attività.