Franchising redditizi: come si legge davvero la redditività
di Alessandro Giai Brancard, fondatore di Nemo Franchising · aggiornato il
«Qual è il franchising più redditizio?» è la domanda sbagliata, e chi risponde con un numero ti sta vendendo qualcosa. La redditività non è una proprietà del marchio: nasce da quattro voci che puoi calcolare prima di firmare. Qui trovi come si leggono, e come si smonta un piano che torna solo sulla carta.
Vale per tutte le reti, comprese quelle che trovi tra le reti che oggi consideriamo franchising di successo: il metodo è lo stesso, cambiano solo i numeri da metterci dentro.
Qual è il franchising più redditizio?
Non esiste un franchising più redditizio in assoluto. La redditività di una rete dipende da quattro variabili che cambiano da punto a punto: margine lordo, costi fissi, royalty calcolate sul fatturato e compenso del titolare. Lo stesso marchio può essere redditizio in una città e insostenibile in un'altra, a parità di formula.
Due punti vendita dello stesso marchio, nella stessa regione, chiudono l'anno con margini diversissimi. Cambia l'affitto, cambia il costo del personale, cambia quante ore ci mette il titolare. Per questo le classifiche dei «settori più redditizi» dicono poco: descrivono la media di realtà che non hanno la tua struttura di costo.
La domanda utile è un'altra: quanto devo fatturare, in questo formato, perché il punto stia in piedi e in quanti mesi ci arrivo.
Le quattro voci che decidono il margine
- 01Margine lordo. Quanto resta di ogni euro incassato dopo il costo del prodotto o del servizio. In un servizio senza magazzino è altissimo, in un retail dipende dai prezzi imposti dalla rete.
- 02Costi fissi. Affitto, utenze, personale minimo: quello che paghi anche il mese in cui non vendi nulla. È la voce che decide quanto è profondo il buco nei primi mesi.
- 03Royalty e contributo marketing. Ricorrenti, calcolati quasi sempre sul fatturato e non sull'utile: li paghi anche in un mese in perdita.
- 04Il tuo tempo. Se nel piano non c'è un compenso per te, il punto non è redditizio: ti stai pagando lo stipendio con il margine e stai chiamando utile quello che è il tuo lavoro non retribuito.
Il punto di pareggio, in cinque righe
Come si compone il punto di pareggio
- Fatturato del meseQuello realistico per il tuo bacino, non la media della rete
- meno Costo del prodotto o del servizio vendutoSpesso da fornitori indicati dal contratto, quindi non trattabile
- uguale Margine lordo
- meno Costi fissiAffitto, utenze, personale, assicurazioni
- meno Royalty e contributo marketingSul fatturato, non sull'utile
- meno Compenso del titolareQuanto ti serve per vivere, non zero
- uguale UtileQuando questa riga fa zero, quel fatturato è il tuo punto di pareggio
Non serve un software: servono cinque numeri. Questi sono, con la fonte da cui si ricavano e l'errore che quasi tutti fanno su ciascuno.
| Riga | Come si ricava | Dove sbagliano quasi tutti |
|---|---|---|
| Fatturato mensile atteso | Dai dati di punti simili per bacino, non dai migliori | Si usa la media della rete e non quella dei punti della propria taglia |
| Margine lordo % | Listino meno costo del venduto imposto dalla rete | Si dimentica che i fornitori possono essere obbligati |
| Costi fissi mensili | Affitto, utenze, personale, assicurazioni | Si scorda il costo del personale nei mesi di picco |
| Royalty e marketing | Percentuali da contratto, sul fatturato | Si calcolano sull'utile: sono sul fatturato |
| Compenso del titolare | Quanto ti serve per vivere | Si mette a zero per far tornare il piano |
Se il fatturato di pareggio che ti esce è più alto di quello realistico per il tuo bacino, la rete non fa per te: non perché sia una brutta rete, ma perché quel formato non sta in quella città.
Due strutture di costo opposte
Per capire quanto pesa la struttura conviene guardare gli estremi: da una parte chi non ha quasi costi fissi da coprire e vende il proprio tempo, dall'altra chi ha un locale e del personale da pagare ogni mese e in cambio incassa in modo ricorrente. Non è una classifica di redditività, una classifica del genere non esiste: è il modo per vedere dove nascono i margini e dove nascono i rischi.
In quanto tempo si rientra dell'investimento?
Nessuna rete seria garantisce per iscritto un tempo di rientro, perché dipende dal formato e dal bacino. Il modo per stimarlo è chiedere al franchisor il tempo medio dichiarato e verificarlo con due affiliati aperti da almeno due anni in città paragonabili: lo scarto fra i due numeri misura la trasparenza della rete.
Cosa chiedere per avere numeri veri
- Il conto economico di un punto medio della rete, non del migliore, con l'anno di apertura.
- La variazione del numero di affiliati negli ultimi tre anni: è un allegato che la legge 129/2004 impone al franchisor.
- Il tempo medio di raggiungimento del pareggio dichiarato, e la stessa domanda fatta a due affiliati già aperti.
- Se le forniture sono obbligate e a quali condizioni economiche: incide direttamente sul margine lordo.
- Cosa succede in caso di incasso minimo non raggiunto, se il contratto lo prevede.
I sette controlli completi, documenti e tempi di legge inclusi, sono nella guida su come scegliere un franchising. Se invece stai valutando un settore specifico, i modelli legati a bambini e famiglie sono spiegati in franchising educativi per bambini.
I termini, in sintesi
- Margine lordo
- Quanto resta di ogni euro incassato dopo il costo del prodotto o del servizio venduto.
- Costi fissi
- Affitto, utenze e personale minimo: si pagano anche nei mesi senza vendite.
- Royalty
- Compenso ricorrente al franchisor, calcolato quasi sempre in percentuale sul fatturato e non sull'utile.
- Contributo marketing
- Quota ricorrente destinata alle campagne di rete; va chiesto come viene rendicontata.
- Punto di pareggio
- Il fatturato in cui margine lordo meno costi fissi, royalty e compenso del titolare fa zero.
- Incasso minimo
- Soglia di fatturato che alcuni contratti impongono all'affiliato; se prevista, deve essere scritta nel contratto.
Investimento, superficie e requisiti rete per rete
Domande frequenti
Qual è il franchising più redditizio?
- Non esiste una risposta valida per tutti: ogni classifica generale ignora la variabile che pesa di più, cioè la tua struttura di costo. Lo stesso marchio può essere redditizio in una città e insostenibile in un'altra. Conta il fatturato di pareggio in quel formato.
Le attività in franchising con meno costi fissi sono più redditizie?
- Hanno un pareggio più vicino, vantaggio reale nei primi mesi, ma legano il ricavo alle ore lavorate e crescono solo aggiungendo persone o mezzi. I modelli con struttura chiedono più capitale e tempo, però possono generare ricavi ricorrenti. Sono due profili di rischio diversi.
Le royalty si calcolano sull'utile o sul fatturato?
- Nella grande maggioranza dei contratti sul fatturato, quindi si pagano anche nei mesi in perdita. Il contratto deve indicare espressamente la base di calcolo, la periodicità e l'eventuale incasso minimo richiesto: sono le voci che pesano di più nei primi due anni.
In quanto tempo si rientra dell'investimento?
- Dipende dal formato e dal bacino, e nessuna rete seria lo garantisce per iscritto. Fatti dare il tempo medio dichiarato e verificalo chiedendo la stessa cosa a due affiliati aperti da almeno due anni in città paragonabili alla tua.
Un franchising può garantire un guadagno minimo?
- No, e una promessa di guadagno garantito è un segnale d'allarme, non un vantaggio. Il franchising riduce l'incertezza perché ti dà una formula già sperimentata sul mercato, ma il rischio d'impresa resta a carico dell'affiliato: quello che si può chiedere sono dati verificabili, non garanzie.